Quando muore il pesciolino rosso e hai due bambini che piangono a calde lacrime è straziante vederli così di fronte al loro primo incontro con la morte. Ti chiedi cosa succederà quando perderanno una persona cara e ti spaventi al solo immaginarlo, e allora per asciugare le lacrime e spazzare via la tristezza, decidi di inventarti il paradiso dei pesci che non è il nome di un acquario, ma il posto incantato dove vanno tutti i pesciolini che muoiono.
Dato che Bully era un pesciolino d'acqua dolce, il suo paradiso è un bel fiume fresco e tranquillo che scorre tra verdi colline e alberi frondosi, ci sono anche gentili cascatelle e un bel laghetto per riposarsi dopo una nuotata con gli amici. E' un posto in cui i pesci nuotono tutti insieme, fanno guizzi e capriole e si divertono da matti. E' un posto in cui io in questi giorni di caldo torrido farei volentieri una gita.
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mercoledì 8 luglio 2015
Il paradiso dei pesci
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sabato 10 gennaio 2015
La Befana vien di notte
Piccole conversazioni surreali prima della nanna:
A: "Mamma, da grande voglio fare la Befana"
Io: "La befana?!?"
A: "Sì. Posso?"
Io: "Certo... puoi fare quello che vuoi... ma la Befana.... sai, di Befana ce n'è una sola"
A: "Ma sì, quando quello che c'è ora sarà morta. Perché tutti devono morire vero?"
Io: "...sì..."
A: "Ecco, allora quando la Befana sarà morta e anche voi (io e il papà) sarete morti... anche voi dovete morire?"
Io: "Eh, sì..." e il mio memento mori per oggi l'ho avuto...
A: "Ecco, allora poi compro una scopa e la polverina..."
Io: "La polverina???"
A: "Per far volare la scopa! Se no come faccio?!"
Io: "Sì, certo, la ploverina!"
A: "Come Trilli"
Io: "Va bene, A., ora mettiti a dormire che è tardi. Poi magari ne riparliamo domani."
A: "Mamma, guarda che hai detto che potevo! E poi tanto tu sarai già morta. Così vengo a trovarti in cielo con la scopa quando ho finito di portare i dolci ai bambini bravi... magari ne avanzano anche per te. I morti mangiano i dolci?"
Io: "Non saprei... Però vieni a trovarmi, anche senza i dolci va bene."
A: "Però non tutti i giorni, eh? Che dovrò lavorare!"
Devo aver fatto una faccia un po' perplessa perché ha concluso con: "Ora non preoccuparti! Ci vuole ancora tanto tempo prima che muori e io divento una Befana!"
... E' vero che di questi tempi il lavoro bisogna inventarselo, però la Befana, dai!!!
A: "Mamma, da grande voglio fare la Befana"
Io: "La befana?!?"
A: "Sì. Posso?"
Io: "Certo... puoi fare quello che vuoi... ma la Befana.... sai, di Befana ce n'è una sola"
A: "Ma sì, quando quello che c'è ora sarà morta. Perché tutti devono morire vero?"
Io: "...sì..."
A: "Ecco, allora quando la Befana sarà morta e anche voi (io e il papà) sarete morti... anche voi dovete morire?"
Io: "Eh, sì..." e il mio memento mori per oggi l'ho avuto...
A: "Ecco, allora poi compro una scopa e la polverina..."
Io: "La polverina???"
A: "Per far volare la scopa! Se no come faccio?!"
Io: "Sì, certo, la ploverina!"
A: "Come Trilli"
Io: "Va bene, A., ora mettiti a dormire che è tardi. Poi magari ne riparliamo domani."
A: "Mamma, guarda che hai detto che potevo! E poi tanto tu sarai già morta. Così vengo a trovarti in cielo con la scopa quando ho finito di portare i dolci ai bambini bravi... magari ne avanzano anche per te. I morti mangiano i dolci?"
Io: "Non saprei... Però vieni a trovarmi, anche senza i dolci va bene."
A: "Però non tutti i giorni, eh? Che dovrò lavorare!"
Devo aver fatto una faccia un po' perplessa perché ha concluso con: "Ora non preoccuparti! Ci vuole ancora tanto tempo prima che muori e io divento una Befana!"
... E' vero che di questi tempi il lavoro bisogna inventarselo, però la Befana, dai!!!
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venerdì 18 luglio 2014
Una gita insolita: al cimitero
Qualche settimana fa abbiamo incrociato un funerale per le vie del paese e i bimbi non capivano cosa fosse e anzi erano molto divertiti dalla "macchina che parla" = il carro funebre.
Vi lascio immaginare il mio imbarazzo!
Al momento mi sono molto arrabbiata con loro, poi ho pensato che in effetti non hanno ancora mai avuto l'esperienza della morte di una persona cara, per fortuna! E così oggi ho deciso di portarli in visita al cimitero per cercare di fargli capire un po' cosa stava andando a fare tutta quella gente dietro al carro funebre.
Ero un po' preoccupata di come si sarebbero comportati e invece sono stati bravissimi. Le regole erano: si parla sottovoce, si sta tranquilli e non si disturbano le altre persone. Tutte rispettate.
Gli ho fatto vedere le tombe ("tonde" per A.) e gli ho spiegato che lì sotto ci sono le persone morte. W. ha chiesto quando sarebbero guarite, e ho dovuto spiegargli che non sarebbero mai guarite, che non sarebbero più tornate a casa e che nessuno avrebbe potuto più vederle e per questo è triste quando muore qualcuno a cui vogliamo bene. Era molto preoccupato e ha iniziato a dire: "Io voglio stare sempre dove sei tu" e mi si è attaccato alla mano. Allora gli ho detto che le persone che muoiono diventano angeli e ci sono sempre vicine, anche se non le vediamo, e ci vogliono sempre bene e ci proteggono. Era un po' più tranquillo, ma non molto convinto: "Va be'... ma se ci vediamo è meglio". Sì, decisamente!
Siamo anche passati davanti alla tomba di una bambina, ed è stata pazzesca la loro reazione: "Non è giusto! Mi dispiace! Ora è senza la sua mamma..." Erano piuttosto scossi.
Gli ho raccontato che solitamente muoiono le persone anziane o molto malate. Che i bambini muoiono solo se hanno un grave incidente o una malattia molto brutta che i dottori non riescono a curare.
Usciti dal cimitero, A. ha iniziato a chiedere dei nonni: ho dovuto rassicurarla, dicendole che i nonni non sono così vecchi e stanno bene e quindi probabilmente staranno ancora con noi tanti anni, fino a quando loro bimbi saranno grandi. A.: "Eh, speriamo che aspettano che deventiamo grandi!"
Poi gli ho raccontanto che i miei nonni sono morti e sono al cimitero e che anche la mamma di Giusi e Francesca sono morte e sono al cimitero. A. ha deciso che dobbiamo andare a trovare queste mamme e portare loro un fiore del nostro giardino così saranno più contente!
Mi ha fatto molta tenerezza vedere le loro reazioni di fronte a una cosa così grande, spaventosa e incomprensibile anche per noi adulti.
Vi lascio immaginare il mio imbarazzo!
Al momento mi sono molto arrabbiata con loro, poi ho pensato che in effetti non hanno ancora mai avuto l'esperienza della morte di una persona cara, per fortuna! E così oggi ho deciso di portarli in visita al cimitero per cercare di fargli capire un po' cosa stava andando a fare tutta quella gente dietro al carro funebre.
Ero un po' preoccupata di come si sarebbero comportati e invece sono stati bravissimi. Le regole erano: si parla sottovoce, si sta tranquilli e non si disturbano le altre persone. Tutte rispettate.
Gli ho fatto vedere le tombe ("tonde" per A.) e gli ho spiegato che lì sotto ci sono le persone morte. W. ha chiesto quando sarebbero guarite, e ho dovuto spiegargli che non sarebbero mai guarite, che non sarebbero più tornate a casa e che nessuno avrebbe potuto più vederle e per questo è triste quando muore qualcuno a cui vogliamo bene. Era molto preoccupato e ha iniziato a dire: "Io voglio stare sempre dove sei tu" e mi si è attaccato alla mano. Allora gli ho detto che le persone che muoiono diventano angeli e ci sono sempre vicine, anche se non le vediamo, e ci vogliono sempre bene e ci proteggono. Era un po' più tranquillo, ma non molto convinto: "Va be'... ma se ci vediamo è meglio". Sì, decisamente!
Siamo anche passati davanti alla tomba di una bambina, ed è stata pazzesca la loro reazione: "Non è giusto! Mi dispiace! Ora è senza la sua mamma..." Erano piuttosto scossi.
Gli ho raccontato che solitamente muoiono le persone anziane o molto malate. Che i bambini muoiono solo se hanno un grave incidente o una malattia molto brutta che i dottori non riescono a curare.
Usciti dal cimitero, A. ha iniziato a chiedere dei nonni: ho dovuto rassicurarla, dicendole che i nonni non sono così vecchi e stanno bene e quindi probabilmente staranno ancora con noi tanti anni, fino a quando loro bimbi saranno grandi. A.: "Eh, speriamo che aspettano che deventiamo grandi!"
Poi gli ho raccontanto che i miei nonni sono morti e sono al cimitero e che anche la mamma di Giusi e Francesca sono morte e sono al cimitero. A. ha deciso che dobbiamo andare a trovare queste mamme e portare loro un fiore del nostro giardino così saranno più contente!
Mi ha fatto molta tenerezza vedere le loro reazioni di fronte a una cosa così grande, spaventosa e incomprensibile anche per noi adulti.
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