Adele e la pubblicità
A. ha chiesto e ricevuto in regalo per il suo compleanno Barbie capelli arcobaleno, una barbie con in dotazione una sorta di piastra per capelli inchiostrata che passata sulla fluente chioma della suddetta bambola dovrebbe lasciare delle belle strisce colorate. Tutta entusiasta dopo l'apertura del pacco ha voluto subito provarla, ma...
"Non è che viene proprio così bello come fanno vedere alla televisione..."
Mamma: "Cara Adele, quella si chiama PUBBLICITA'".
Adele e l'onomastica
Lei quest'anno è una "grande" della scuola materna e suo compito è accogliere i nuovi arrivati.
Mamma:" Allora Adele come è andata con i bimbi nuovi?"
A.:"Bene. Ma sai che ci sono delle bambine che si chiamano di tutti i colori?... Bianca, Viola, Azzurra... ma cos'è un arcobaleno!?"
Ecco, spero che si tenga per sé considerazioni di questo tipo, anche se conoscendola non penso che riuscirà a trattenersi.
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lunedì 14 settembre 2015
martedì 10 marzo 2015
Storie da passeggino
Capita, raramente, ma capita, che anche la mamma si riaddormenti dopo il suono della sveglia. E' successo stamattina. Ho aperto gli occhi intontita, guardato l'ora sul cellulare e: 6:58. AAAHHHHH!!!
Presto presto lavati vestiti chiama i figli colazione "la storia la storia" "no, oggi la storia no, non c'è tempo, non c'è tempo" "lastoria lastoria" "presto, è tardi, la scuola il latte la brioche le mani la faccia togli il pigiama metti i vestiti anche le calze" "c'è il sole" "ma è inverno, anche le calze!" "la giacca lo zaino" "il cappello no" "va bene" "la storia lastoria"!!!!
E così mi sono inventata le storie da passeggino: la piccola seduta nel passeggino regge il libro, la mamma legge (con il fiatone), i grandi a turno girano le pagine a mio cenno, tutti corriamo verso la scuola.
Cosa avrà pensato chi ci ha visto non voglio nemmeno saperlo! Alla fine noi ci siamo divertiti.
Presto presto lavati vestiti chiama i figli colazione "la storia la storia" "no, oggi la storia no, non c'è tempo, non c'è tempo" "lastoria lastoria" "presto, è tardi, la scuola il latte la brioche le mani la faccia togli il pigiama metti i vestiti anche le calze" "c'è il sole" "ma è inverno, anche le calze!" "la giacca lo zaino" "il cappello no" "va bene" "la storia lastoria"!!!!
E così mi sono inventata le storie da passeggino: la piccola seduta nel passeggino regge il libro, la mamma legge (con il fiatone), i grandi a turno girano le pagine a mio cenno, tutti corriamo verso la scuola.
Cosa avrà pensato chi ci ha visto non voglio nemmeno saperlo! Alla fine noi ci siamo divertiti.
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giovedì 16 gennaio 2014
La mia malata immaginaria
Martedì ore 14 squilla il telefono: scuola di A. "La bimba ha tossito molto e sembra molto infastidita, volete venire a prenderla?" ... Veramente no, non che non voglio venire a prenderla, non ora che si è appena appisolata la piccola, ma non posso dirlo e passare per madre snaturata. La piccola ovviamente quando ho cercato di vestirla per uscire si è svegliata; mi scapicollo a scuola di A. e la trovo sorridente che mi corre incontro con un disegno in mano. Ma, non era molto infastidita e mogia??? Ho pure chiamato la pediatra che ha detto di portargliela subito, ora che figura faccio? Passerò per mamma paranoica.
Visita dalla pediatra: non ha niente, solo catarro. "Se vuole le faccia un po' di areosol. Anche alla piccola non farebbe male".
Torniamo a casa e A. è la bambina di sempre. Si immusonisce un po' verso sera, ma penso che sia solo stanca.
Mercoledì mattina la sveglio e chiedo: "A. come stai?"
"Bene"
"Allora possiamo andare a scuola?"
"Ma CAUGH-CAUGH-CAUGH, vedi, mamma, CAUGH-CAUGH-CAUGH ho ancora la tosse CAUGH-CAUGH-CAUGH"
"Proviamo la febbre, se non ce l'hai si va a scuola."
"Quanta febbre ho?"
"Zero. Andiamo a scuola."
Per la strada è un lamento continuo: mi fa male la testa, mi fa male il collo, mi fa male la pancia, mi fanno male le gambe...
"Se ti fa male tutto ti porto all'ospedale!"
"Ma i piedi non mi fanno male!"
Arriviamo a scuola: lei sempre più imbronciata e lagnosa, io sempre più spazientita.
Ore 13.30: DRINDRINDRIN: scuola. "La bimba ha tossito molto, è mogia - come ieri? - ha la febbre".
"Arriviamo".
Questa volta ci mando mio marito, io intanto chiamo la pediatra che, santa donna!, la vede subito.
Sono tornati a casa con areosol tre volte al giorno per cinque giorni e antibiotico due volte al giorno per sette giorni. Ma non aveva detto che non era niente?!? E ovviamente niente scuola per almeno un paio di giorni.
Stamattina alle 7.30 lei saltava come un grillo, la febbre era scomparsa e la tosse notevolemente diminuita.
"A. come stai?"
"Bene. Ma CAUGH-CAUGH-CAUGH la dottoressa ha detto che non devo andare a scuola CAUGH-CAUGH-CAUGH."
Ora non ditemi che una dose di antibiotico può fare il miracolo. Io sospetto una malattia psicosomatica e una spiccata tendenza al melodramma. Caspita, ha anche convinto la pediatra a darle l'antibiotico!
Non so se farle un discorsetto sulla sincerità o se avviarla alla carriera di teatrante.
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