Da quando è ricominciata la scuola per tutti qui la mattina siamo sempre di corsa. Eh sì, le cose non sono cambiate molto da quanto ho raccontato qui. La differenza è che ora sono un po' più autonomi: finito l'allattamento della piccola, i più grandi si vestono da soli... ecco, questo non è sempre un vantaggio avendo due bambine che vogliono scegliere gli abiti da sole e che mi fanno discutere su tutto, dalla maglietta ai calzini. Posso anche passare sopra a qualche abbinamento azzardato, ma i sandali quando c'è il diluvio magari no, il pile da montagna quando ci sono 27°, che dite?
E così per non doverle rispogliare e rivestire da capo ogni mattina le ho abituate a mostrarmi le loro scelte prima di indossarle. Stamattina mentre cercavo di nascondere occhiaie e quant'altro con un velo di trucco arriva Adele sventolando un paio di pantaloni e una maglietta (tutto blu e tutto sobrio, per la cronaca): "Mamma, vanno bene questi?".
Mamma: "sì"
A.: "Ma non hai nemmeno guardato!"
Mamma: "Ma ho visto: leggins blu e maglietta blu con le farfalle. Va bene, vai, vestiti."
A., stupefatta:"... ma le mamme ci vedono anche di dietro?!"
Mamma: "Eh, magari! No, Adele, ho visto dallo specchio!"
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mercoledì 16 settembre 2015
La mamma ha i superpoteri!
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lunedì 7 settembre 2015
La prudenza non è mai troppa
La piccola e spericolata A. (due anni e mezzo) al parco cerca di cimentarsi in un gioco un po' azzardato per la sua età.
Mamma: "Stai attenta!"
A.: "Mi tieno con tre mani?"
In effetti, non sarebbe una brutta idea!
Mamma: "Stai attenta!"
A.: "Mi tieno con tre mani?"
In effetti, non sarebbe una brutta idea!
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mercoledì 6 maggio 2015
La logica (2 anni)
A. : "Mamma, lo TIENO io?"
M: "No, tesoro, lo TENGO io."
A. : "Lo TENGHI tu?"
... non fa una piega!
M: "No, tesoro, lo TENGO io."
A. : "Lo TENGHI tu?"
... non fa una piega!
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martedì 10 marzo 2015
Storie da passeggino
Capita, raramente, ma capita, che anche la mamma si riaddormenti dopo il suono della sveglia. E' successo stamattina. Ho aperto gli occhi intontita, guardato l'ora sul cellulare e: 6:58. AAAHHHHH!!!
Presto presto lavati vestiti chiama i figli colazione "la storia la storia" "no, oggi la storia no, non c'è tempo, non c'è tempo" "lastoria lastoria" "presto, è tardi, la scuola il latte la brioche le mani la faccia togli il pigiama metti i vestiti anche le calze" "c'è il sole" "ma è inverno, anche le calze!" "la giacca lo zaino" "il cappello no" "va bene" "la storia lastoria"!!!!
E così mi sono inventata le storie da passeggino: la piccola seduta nel passeggino regge il libro, la mamma legge (con il fiatone), i grandi a turno girano le pagine a mio cenno, tutti corriamo verso la scuola.
Cosa avrà pensato chi ci ha visto non voglio nemmeno saperlo! Alla fine noi ci siamo divertiti.
Presto presto lavati vestiti chiama i figli colazione "la storia la storia" "no, oggi la storia no, non c'è tempo, non c'è tempo" "lastoria lastoria" "presto, è tardi, la scuola il latte la brioche le mani la faccia togli il pigiama metti i vestiti anche le calze" "c'è il sole" "ma è inverno, anche le calze!" "la giacca lo zaino" "il cappello no" "va bene" "la storia lastoria"!!!!
E così mi sono inventata le storie da passeggino: la piccola seduta nel passeggino regge il libro, la mamma legge (con il fiatone), i grandi a turno girano le pagine a mio cenno, tutti corriamo verso la scuola.
Cosa avrà pensato chi ci ha visto non voglio nemmeno saperlo! Alla fine noi ci siamo divertiti.
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domenica 1 febbraio 2015
La mia vita con un aspie
Programmando il prossimo weekend:
"Allora, domenica alle 10:30 vai in piscina, poi andiamo a mangiare dai nonni, poi tu vai da Giacomo con la zia e io, papà, eccetera torniamo a casa. Va bene?"
"Chi è cetera?"
... la vita con un aspie può anche essere spassosa!
"Allora, domenica alle 10:30 vai in piscina, poi andiamo a mangiare dai nonni, poi tu vai da Giacomo con la zia e io, papà, eccetera torniamo a casa. Va bene?"
"Chi è cetera?"
... la vita con un aspie può anche essere spassosa!
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mercoledì 21 maggio 2014
Adesso
W.: "Mamma, ho sete."
IO: "Sì, un attimo, adesso ti dò l'acqua."
La piccola A. deve essere cambiata, la grande A. cade (tanto per cambiare) e deve essere soccorsa.
W.: "Mamma, ho sete."
IO: "Sì, adesso."
Squilla il telefono... "no, grazie non mi interessa un abbonamento a Prenditi il tuo tempo... no, non ho tempo... perché?... perché se lo prendono tutto i miei figli!"
W: "Mamma, ho sete."
Suona il citofono: il corriere. "Non può portarmelo lei? Sa, sono qui da sola con tre bambini. No, va bene, ora scendo." Mi scapicollo al cancello e torno di corsa in casa, con la più piccola in braccio.
W.: "Mamma, ho sete."
IO: "Adesso.."
W: "Mamma, quand'è adesso?"
GULP!
IO: "Sì, un attimo, adesso ti dò l'acqua."
La piccola A. deve essere cambiata, la grande A. cade (tanto per cambiare) e deve essere soccorsa.
W.: "Mamma, ho sete."
IO: "Sì, adesso."
Squilla il telefono... "no, grazie non mi interessa un abbonamento a Prenditi il tuo tempo... no, non ho tempo... perché?... perché se lo prendono tutto i miei figli!"
W: "Mamma, ho sete."
Suona il citofono: il corriere. "Non può portarmelo lei? Sa, sono qui da sola con tre bambini. No, va bene, ora scendo." Mi scapicollo al cancello e torno di corsa in casa, con la più piccola in braccio.
W.: "Mamma, ho sete."
IO: "Adesso.."
W: "Mamma, quand'è adesso?"
GULP!
venerdì 28 marzo 2014
Quando i figli si svegliano zen
"W. ma mi devo arrabbiare per forza?!?"
E lui, serafico come un monaco buddista:
"No, nessuno ti obbliga."
GRRRR
Risposta degna di sua sorella che, per non essere da meno, poco più tardi....
"A. perché dobbiamo sempre correre?!?"
"E infatti, camminiamo un po' dai!"
Ore 8.29. Ora di ingresso a scuola 8.30.
Per fortuna la terza non parla ancora.
E lui, serafico come un monaco buddista:
"No, nessuno ti obbliga."
GRRRR
Risposta degna di sua sorella che, per non essere da meno, poco più tardi....
"A. perché dobbiamo sempre correre?!?"
"E infatti, camminiamo un po' dai!"
Ore 8.29. Ora di ingresso a scuola 8.30.
Per fortuna la terza non parla ancora.
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martedì 4 febbraio 2014
Virus vs. Mamma
Nonostante la pioggia battente, ho aperto le finestre per far dissolvere le nubi di areosol che impregnano la mia casa e vedere se con il freddo riusciamo ad eliminare un po' di birus, come ha imparato a chiamarli A.
Per tre settimane, a turno o in contemporanea, tutti e tre i bambini sono stati ammalati, per un paio di giorni anche noi genitori ci siamo uniti alla malattia generale, giusto per condividere gioie e dolori. Tre settimane sono lunghissime a passare quando hai dei figli malati e difficilissime da gestire quando uno inizia a stare bene e importuna gli altri e poi si riprende e lo devi portare a scuola, ma non sai come fare con gli altri che hanno ancora la febbre. Un casino totale, per farla breve. Ma, lo dico sottovoce, siamo guariti, tutti.
La tachipirina è scorsa a fiumi, l'antibiotico è stato somministtrato in dosi calibrate, abbiamo visto la pediatra a giorni aleterni e abbiamo anche fatto un paio di gite fuori porta al pronto soccorso. Dietro di noi rimangano: un divano sfoderato casua vomiti ripetuti della piccolina, pavimenti che implorano di essere lavati, una montagna di vestiti che tra un po' si metteranno da soli in lavatrice, qualche etto perso- non da me purtroppo-, qualche colpo di tosse qua e là, nasi che colano a intermittenza e un debito di sonno che in confronto il debito pubblico è una barzelletta.
Il guaio è che loro si riprendono in un lampo, io invece... sarà anche perché per fare dornire la scricciola, la mamma si è trasformata in cuscino, materasso, divano, sdraietta, altalena, amaca... Barbamamma è solo una dilettante, credetemi!
Quello che vorrei portare con me di questa esperienza - devastante - è il ricordo delle sue manine, anche dei piedini, veramente, che mi cercano nel sonno agitato della febbre, il suo sguardo spaventato e implorante aiuto quando il suo corpo minuscolo era sconquassato dalla tosse, il suo sorriso di riconoscenza ogni volta che accorevo da lei e la testina appoggiata sulla spalla mentre le braccine mi si stringevano intorno al collo, e anche la tenacia con cui questa piccoletta si è attacata al seno come ad un'ancora di salvezza, e che in effetti la sua salvezza è stata dato che è stata la sua unica fonte di alimentazione per dieci giorni.
E poi il ricordo dei libri letti tutti insieme sotto le coperte, i pomeriggi passati a pitturare acquarelli e impastare didò, tra un termometro e una tachipirina, i miliardi di caffé presi in compagni delle sue bambole e i discorsi sconclusionati e appasionati del mio grandone.
Caspita, sembra quasi mi sia piaciuto! Ma no, eh, non fraintendetemi lassù! Ho imparato!!! Non ho bisogno di ripetere l'esperienza. Grazie.
lunedì 13 gennaio 2014
Magic moments
Venerdì pomeriggio ci è stato regalato un piccolo momento di magia che ha fatto concludere con gioia una settimana lavorativa e scolastica piuttosto pesante.
Prima di andare a prendere W. a scuola sono passata con A. in biblioteca per ritiare alcuni libri che avevo prenotato per loro: Vai a fare il bagno! di Taro Gomi, Non è una scatola di Antoinette Portis e Dalla testa ai piedi di Eric Carle.
Dato che tra l'uscita di una e quella dell'altro abbiamo sempre una mezz'oretta da impegnare, se non incontriamo qualche amica di A., ci tocca aspettare davanti alla scuola e le bimbe si annoiano e iniziano a lamentarsi, rognare, piangere, fare richieste assurde o fare le matte; non solo le mie, eh?, vedo che è una condizione di tutti i bimbi che aspettano con impazienza l'uscita dei fratelli maggiori da scuola. I genitori o i nonni ne aproffitanno per scambiare quattro chiacchiere tra di loro, e ne hanno il sacrosanto diritto, per carità!, ma i piccoli si rompono, e rompono ai grandi, di conseguenza.
Così ho deciso di provare a fare "uno sperimento", come direbbero i miei figli: ho letto loro una storia.
Nel giro di due pagine intorno al passeggino di A. si erano radunate già due o tre bimbette e man mano che i bambini uscivano il gruppo si allargava, includendo bimbi di tutte le età, "persino un dieci anni", come ha detto W.
Esperimento riuscito! E da ripetere.
I libri che avevo con me erano particolarmente adatti ad una lettura ad alta voce, in particolare quello di Eric Carle che servendosi dei movimenti degli animali invita i bambini ad imitarli coinvolgendoli in un gioco: la giraffa piega il collo, "tu lo sai fare?", la scimmia agita le braccia, "tu lo sai fare?" e così via, dalla testa ai piedi, appunto. Molto divertente!
Il mio preferito, però, è quello che ho scelto pensando a W. e che, infatti, gli è piaciuto molto: Non è una scatola. Vi dico solo che è dedicato "a tutti i bambini seduti in una scatola di cartone".
Ci lamentiamo spesso di quanto siano esigenti i bambini di oggi, ma forse quello che chiedono è solo un po' di attenzione e di magia.
Un libro può aiutarci!
http://www.youtube.com/watch?v=9ND3oghPL5M
Prima di andare a prendere W. a scuola sono passata con A. in biblioteca per ritiare alcuni libri che avevo prenotato per loro: Vai a fare il bagno! di Taro Gomi, Non è una scatola di Antoinette Portis e Dalla testa ai piedi di Eric Carle.
Dato che tra l'uscita di una e quella dell'altro abbiamo sempre una mezz'oretta da impegnare, se non incontriamo qualche amica di A., ci tocca aspettare davanti alla scuola e le bimbe si annoiano e iniziano a lamentarsi, rognare, piangere, fare richieste assurde o fare le matte; non solo le mie, eh?, vedo che è una condizione di tutti i bimbi che aspettano con impazienza l'uscita dei fratelli maggiori da scuola. I genitori o i nonni ne aproffitanno per scambiare quattro chiacchiere tra di loro, e ne hanno il sacrosanto diritto, per carità!, ma i piccoli si rompono, e rompono ai grandi, di conseguenza.
Così ho deciso di provare a fare "uno sperimento", come direbbero i miei figli: ho letto loro una storia.
Nel giro di due pagine intorno al passeggino di A. si erano radunate già due o tre bimbette e man mano che i bambini uscivano il gruppo si allargava, includendo bimbi di tutte le età, "persino un dieci anni", come ha detto W.
Esperimento riuscito! E da ripetere.
I libri che avevo con me erano particolarmente adatti ad una lettura ad alta voce, in particolare quello di Eric Carle che servendosi dei movimenti degli animali invita i bambini ad imitarli coinvolgendoli in un gioco: la giraffa piega il collo, "tu lo sai fare?", la scimmia agita le braccia, "tu lo sai fare?" e così via, dalla testa ai piedi, appunto. Molto divertente!
Il mio preferito, però, è quello che ho scelto pensando a W. e che, infatti, gli è piaciuto molto: Non è una scatola. Vi dico solo che è dedicato "a tutti i bambini seduti in una scatola di cartone".
Ci lamentiamo spesso di quanto siano esigenti i bambini di oggi, ma forse quello che chiedono è solo un po' di attenzione e di magia.
Un libro può aiutarci!
http://www.youtube.com/watch?v=9ND3oghPL5M
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martedì 10 dicembre 2013
Io NON volevo una vita spericolata
Io, ordinata, pulita, organizzata, metodica, al limite un po' noiosa, se devo dirla tutta, non sognavo una vita imprevedibile.
Io, amante della lettura, della scrittura, del silenzio, non volevo una vita ad alta densità acustica.
Io NON volevo una vita spericolata, e invece mi ritrovo in casa tre mine vaganti!
Ho appena lavato i pavimenti, sicuro che entreranno in casa con le scarpe imbrattate di fango; sto per prendere sonno, ecco che la piccola piange, la mezzana deve fare la pipì, il grande ha sete; ho cambiato tutte le lenzuola, almeno uno vomiterà; sono riuscita ad incastrare tutti i miei impegni extra-figli nelle uniche due ore libere settimanali strappate con le unghie e con i denti a tutto il resto? State pur tranquilli che qualcuno si ammalerà e la pediatra mi darà appuntamento esattamente a cavallo tra quelle due ore, e comunque, anche se riuscissi a delegare, i sensi di colpa per aver abbandonato il pargolo malato mi guasterebbero il riposo.
Che carini tutti vestiti a festa per il matrimonio di X, il battesimo di Y, la cena con XY... ma cos'è? Sangue dal naso sulla camicia bianca, un pannolino che straborda sulla vestina ricamata a mano... Be', metteranno la tuta anche oggi.
Sono diventata mamma per istinto, senza pensarci troppo, fortunatamente.
Io NON volevo una vita spericolata.
Ma sapete che vi dico? Il pericolo ha il suo fascino e io a poco a poco ci ho preso gusto.
Anche se ultimamente uno dei miei più grandi desideri è quello di passare un weekend in pigiama, con la sola compagnia di un buon libro, una coperta e una tazza di cioccolata calda.
Potrei chiederlo come regalo di Natale... magari l'anno prossimo.
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mercoledì 27 novembre 2013
Il mattino ha l'oro in bocca?!?
Ore 6:30 squilla la mia sveglia, che non serve
tanto a svegliarmi - ché sono sveglia già da un pezzo - ma ad annunciare che è
giunta l'ora di alzarsi definitivamente dal letto. Sguscio fuori dalle coperte
cercando di fare meno rumore possibile, con la luce ancora spenta
raccatto qualche capo di vestiario e mi dirigo infreddolita e con passo felpato
verso il bagno. Tutto questo perché? Perché lei sta dormendo, per il momento,
bella comoda nel lettone, dopo essersi svegliata - ancora una volta - alle 5 e
aver reclamato la tetta a cui è stata attaccata circa un'ora. Se sono
fortunata, riesco a prepararmi prima che lei si svegli e se sono fortunatissima
riesco anche a bermi un caffé in solitudine. Ma mi capita molto raramente... Di
solito faccio appena in tempo a vestirmi e si sente il prima MEEE. Poi ci sono
anche i giorni neri, in cui lei non si riaddormenta e mi tocca fare tutto con
lei attaccata alle gambe e urlante a squarciagola, ma anche questi non sono
così frequenti per fortuna.
Ore 7.20 andiamo a svegliare gli altri due, con
la piccola ormai in braccio. Chiamo, accendo la luce, tiro su le tapparelle.
Ore 7.30 andiamo a tirarli giù dal letto. Dai,
facciamo tardi, vieni a fare la colazione...
Ore 7.40 si passa alle minacce...
Ore 7.45 ce l'abbiamo fatta. Un bambino assonnato
e una bimbetta sonnacchiosa siedono al tavolo della colazione. Iniziano le
contrattazioni: loro chiedono tè e pane e nutella, io propongo pane e
marmellata e succo di frutta... normalmente finisce con pane e nutella e succo
di frutta. Lo so, lo so, non è il massimo della salute, ma è nutriente, veloce
e... buono.
Mentre loro fanno colazione, lavo e vesto la
piccola.
Ore 8 tocca ai "grandi". Mani, faccia,
denti. Via il pigiama, infila maglietta e pantaloni.
Ore 8.10 è il momento di scarpe, giacche e
cappelli per tutti e tre.
Ore 8.20 siamo pronti! Ah no, il buono pasto, lo
zaino, la bambola, il guanto, il fazzoletto...
USCIAMO!!!!
Infilo la piccola nel passeggino, di corsa di
corsa, cinque minuti e siamo alla scuola elementare. Solo cinque minuti, ma
tremendi! Andiamo, non fermarti, vieni qui, attento alla macchina, non andare
nelle pozzanghere, no, non puoi saltarci dentro, non sei Peppa e non hai gli
stivali... Si dice galosce... SGRUNT!... Ho paura del cane! è zoppo,
vecchissimo e minuscolo!!! Ho paura della bici! BUM! è caduta! Cade sempre,
tutte le mattine! UHHHHHUHHH! Dai, non ti sei fatta niente, alzati, andiamo,
guarda dove metti i piedi! E' TARDI!!!!
Prima tappa raggiunta. Ore 8.30.
Ci ricomponiamo. Ci avviamo alla scuola materna,
con più calma. Non troppa però perché intanto la piccoletta ha iniziato a
protestare perché non vuole stare nel passeggino, ha freddo, sonno e fame.
Circa un chilometro di camminata e arriviamo. Togli giacca, cappello, guanti, sciarpa,
scarpe, felpa. Metti grembiule e ciabatte, sistema la coda, consegna il buono
pasto. Ciao, ciao!
Ore 8.50 torniamo a casa. Se il tempo e l'umore
della piccola lo consentono ne approfittiamo per fare qualche commisione -
pane, latte, tintoria, e cose varie - sulla via del ritorno, altrimenti
di corsa a casa per alimentare e placare la belvetta.
Ore 9. Siamo io e lei fino alle 15.30. Poi si
ricomincia il giro in giro e il turbine filiale.
Ma questo ve lo racconto un'altra volta perché io
a quest'ora sono già stanca e, soprattutto, lei si è svegliata.
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