Piccole conversazioni surreali prima della nanna:
A: "Mamma, da grande voglio fare la Befana"
Io: "La befana?!?"
A: "Sì. Posso?"
Io: "Certo... puoi fare quello che vuoi... ma la Befana.... sai, di Befana ce n'è una sola"
A: "Ma sì, quando quello che c'è ora sarà morta. Perché tutti devono morire vero?"
Io: "...sì..."
A: "Ecco, allora quando la Befana sarà morta e anche voi (io e il papà) sarete morti... anche voi dovete morire?"
Io: "Eh, sì..." e il mio memento mori per oggi l'ho avuto...
A: "Ecco, allora poi compro una scopa e la polverina..."
Io: "La polverina???"
A: "Per far volare la scopa! Se no come faccio?!"
Io: "Sì, certo, la ploverina!"
A: "Come Trilli"
Io: "Va bene, A., ora mettiti a dormire che è tardi. Poi magari ne riparliamo domani."
A: "Mamma, guarda che hai detto che potevo! E poi tanto tu sarai già morta. Così vengo a trovarti in cielo con la scopa quando ho finito di portare i dolci ai bambini bravi... magari ne avanzano anche per te. I morti mangiano i dolci?"
Io: "Non saprei... Però vieni a trovarmi, anche senza i dolci va bene."
A: "Però non tutti i giorni, eh? Che dovrò lavorare!"
Devo aver fatto una faccia un po' perplessa perché ha concluso con: "Ora non preoccuparti! Ci vuole ancora tanto tempo prima che muori e io divento una Befana!"
... E' vero che di questi tempi il lavoro bisogna inventarselo, però la Befana, dai!!!
sabato 10 gennaio 2015
La Befana vien di notte
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venerdì 18 luglio 2014
Una gita insolita: al cimitero
Qualche settimana fa abbiamo incrociato un funerale per le vie del paese e i bimbi non capivano cosa fosse e anzi erano molto divertiti dalla "macchina che parla" = il carro funebre.
Vi lascio immaginare il mio imbarazzo!
Al momento mi sono molto arrabbiata con loro, poi ho pensato che in effetti non hanno ancora mai avuto l'esperienza della morte di una persona cara, per fortuna! E così oggi ho deciso di portarli in visita al cimitero per cercare di fargli capire un po' cosa stava andando a fare tutta quella gente dietro al carro funebre.
Ero un po' preoccupata di come si sarebbero comportati e invece sono stati bravissimi. Le regole erano: si parla sottovoce, si sta tranquilli e non si disturbano le altre persone. Tutte rispettate.
Gli ho fatto vedere le tombe ("tonde" per A.) e gli ho spiegato che lì sotto ci sono le persone morte. W. ha chiesto quando sarebbero guarite, e ho dovuto spiegargli che non sarebbero mai guarite, che non sarebbero più tornate a casa e che nessuno avrebbe potuto più vederle e per questo è triste quando muore qualcuno a cui vogliamo bene. Era molto preoccupato e ha iniziato a dire: "Io voglio stare sempre dove sei tu" e mi si è attaccato alla mano. Allora gli ho detto che le persone che muoiono diventano angeli e ci sono sempre vicine, anche se non le vediamo, e ci vogliono sempre bene e ci proteggono. Era un po' più tranquillo, ma non molto convinto: "Va be'... ma se ci vediamo è meglio". Sì, decisamente!
Siamo anche passati davanti alla tomba di una bambina, ed è stata pazzesca la loro reazione: "Non è giusto! Mi dispiace! Ora è senza la sua mamma..." Erano piuttosto scossi.
Gli ho raccontato che solitamente muoiono le persone anziane o molto malate. Che i bambini muoiono solo se hanno un grave incidente o una malattia molto brutta che i dottori non riescono a curare.
Usciti dal cimitero, A. ha iniziato a chiedere dei nonni: ho dovuto rassicurarla, dicendole che i nonni non sono così vecchi e stanno bene e quindi probabilmente staranno ancora con noi tanti anni, fino a quando loro bimbi saranno grandi. A.: "Eh, speriamo che aspettano che deventiamo grandi!"
Poi gli ho raccontanto che i miei nonni sono morti e sono al cimitero e che anche la mamma di Giusi e Francesca sono morte e sono al cimitero. A. ha deciso che dobbiamo andare a trovare queste mamme e portare loro un fiore del nostro giardino così saranno più contente!
Mi ha fatto molta tenerezza vedere le loro reazioni di fronte a una cosa così grande, spaventosa e incomprensibile anche per noi adulti.
Vi lascio immaginare il mio imbarazzo!
Al momento mi sono molto arrabbiata con loro, poi ho pensato che in effetti non hanno ancora mai avuto l'esperienza della morte di una persona cara, per fortuna! E così oggi ho deciso di portarli in visita al cimitero per cercare di fargli capire un po' cosa stava andando a fare tutta quella gente dietro al carro funebre.
Ero un po' preoccupata di come si sarebbero comportati e invece sono stati bravissimi. Le regole erano: si parla sottovoce, si sta tranquilli e non si disturbano le altre persone. Tutte rispettate.
Gli ho fatto vedere le tombe ("tonde" per A.) e gli ho spiegato che lì sotto ci sono le persone morte. W. ha chiesto quando sarebbero guarite, e ho dovuto spiegargli che non sarebbero mai guarite, che non sarebbero più tornate a casa e che nessuno avrebbe potuto più vederle e per questo è triste quando muore qualcuno a cui vogliamo bene. Era molto preoccupato e ha iniziato a dire: "Io voglio stare sempre dove sei tu" e mi si è attaccato alla mano. Allora gli ho detto che le persone che muoiono diventano angeli e ci sono sempre vicine, anche se non le vediamo, e ci vogliono sempre bene e ci proteggono. Era un po' più tranquillo, ma non molto convinto: "Va be'... ma se ci vediamo è meglio". Sì, decisamente!
Siamo anche passati davanti alla tomba di una bambina, ed è stata pazzesca la loro reazione: "Non è giusto! Mi dispiace! Ora è senza la sua mamma..." Erano piuttosto scossi.
Gli ho raccontato che solitamente muoiono le persone anziane o molto malate. Che i bambini muoiono solo se hanno un grave incidente o una malattia molto brutta che i dottori non riescono a curare.
Usciti dal cimitero, A. ha iniziato a chiedere dei nonni: ho dovuto rassicurarla, dicendole che i nonni non sono così vecchi e stanno bene e quindi probabilmente staranno ancora con noi tanti anni, fino a quando loro bimbi saranno grandi. A.: "Eh, speriamo che aspettano che deventiamo grandi!"
Poi gli ho raccontanto che i miei nonni sono morti e sono al cimitero e che anche la mamma di Giusi e Francesca sono morte e sono al cimitero. A. ha deciso che dobbiamo andare a trovare queste mamme e portare loro un fiore del nostro giardino così saranno più contente!
Mi ha fatto molta tenerezza vedere le loro reazioni di fronte a una cosa così grande, spaventosa e incomprensibile anche per noi adulti.
martedì 15 luglio 2014
Quando la mamma è in vacanza
Con i figli, eh!... Cosa avevate capito?!
Nella fattispecie siamo partite in due, due mamme e quattro bambini che messi tutti insieme non raggiungono i tredici anni e nel dettaglio hanno sei anni e mezzo qusi sette, tre anni e mezzo quasi quattro, due tondi tondi e quindici mesi di ostinazione e mammitudine.
Siamo partite con molte preoccupazioni e qualche riserva, oltre che con le auto stracariche di vestitini, giochi, cibo per ogni gusto ed età, libri, soprattutto "baby" - i miei non ho voluto rinunciare ad infilarli in valigia ma lì sono rimasti - costumi, salvagenti, pannolini, termometri e tachipirina, passeggini, lettini e seggioloni.
Ci è servito tutto, ma proprio tutto!, dalle creme solari ai k-way, e con grande sorpresa le uniche cose inutili sono state le preoccupazioni e le riserve.
Ci siamo stupite di come tutto funzionasse bene e personalmente sono state sorpresa dalla bravura dei bambini, in particolar modo del maggiore, che era quello che mi dava più pensieri, e della piccoletta che si è dimostrata meno mammona del previsto.
Ci sono stati un paio di giorni di rodaggio in cui noi mamme abbiamo osservato le dinamiche e aggiustato il tiro, ma poi tutto si è incastrato a meraviglia.
Certo abbiamo avuto dei momenti di difficoltà: piccoli bisticci tra le bimbe piccole, qualche capriccio, un po' di stanchezza, non solo dei figli, e qualche gelosia, ma fondamentalmente possiamo considerare la vacanza un successo.
Anche una giornata fredda e piovosa che poteva rivelarsi molto dura è stata risolta con una visita di amici - con figlio quattrenne, manco a dirlo! - un pranzetto al ristorante e una visita avventurosa al mare in burrasca.
Io volevo che fosse la vacanza dei bimbi e così è stato. Tutto dedicato a loro, tutto a loro misura: il mare, i giochi in spiaggia, i pasti, le giostre serali, le letture e i giochi pomeridiani.
Ancora una volta ho avuto la conferma che tutto ciò di cui hanno bisogno è attenzione e amore. Date ai vostri figli queste due cose e saranno i bambini più bravi del mondo. E più felici, ovviamente.
E' stata una vacanza in cui tutti, grandi e piccoli, hanno imparato qualcosa: chi a condividere, chi a essere più paziente, chi ad assaggiare cibi nuovi, chi a provare giochi diversi, chi ad ascoltare, chi ad osservare, chi a essere più autonomo, chi ad essere più amorevole, chi ad essere più deciso e chi più dolce.
E' stata un'occasione per tutti per conoscersi meglio e volersi ancora più bene. Ma soprattutto è stata una vacanza divertente per loro, i figli, ma anche per noi mamme.
Quindi, cara amica, se sei d'accordo, direi che è un'esperienza da ripetere; e magari possiamo anche osare di più e migrare verso lidi più limpidi.
Nella fattispecie siamo partite in due, due mamme e quattro bambini che messi tutti insieme non raggiungono i tredici anni e nel dettaglio hanno sei anni e mezzo qusi sette, tre anni e mezzo quasi quattro, due tondi tondi e quindici mesi di ostinazione e mammitudine.
Siamo partite con molte preoccupazioni e qualche riserva, oltre che con le auto stracariche di vestitini, giochi, cibo per ogni gusto ed età, libri, soprattutto "baby" - i miei non ho voluto rinunciare ad infilarli in valigia ma lì sono rimasti - costumi, salvagenti, pannolini, termometri e tachipirina, passeggini, lettini e seggioloni.
Ci è servito tutto, ma proprio tutto!, dalle creme solari ai k-way, e con grande sorpresa le uniche cose inutili sono state le preoccupazioni e le riserve.
Ci siamo stupite di come tutto funzionasse bene e personalmente sono state sorpresa dalla bravura dei bambini, in particolar modo del maggiore, che era quello che mi dava più pensieri, e della piccoletta che si è dimostrata meno mammona del previsto.
Ci sono stati un paio di giorni di rodaggio in cui noi mamme abbiamo osservato le dinamiche e aggiustato il tiro, ma poi tutto si è incastrato a meraviglia.
Certo abbiamo avuto dei momenti di difficoltà: piccoli bisticci tra le bimbe piccole, qualche capriccio, un po' di stanchezza, non solo dei figli, e qualche gelosia, ma fondamentalmente possiamo considerare la vacanza un successo.
Anche una giornata fredda e piovosa che poteva rivelarsi molto dura è stata risolta con una visita di amici - con figlio quattrenne, manco a dirlo! - un pranzetto al ristorante e una visita avventurosa al mare in burrasca.
Io volevo che fosse la vacanza dei bimbi e così è stato. Tutto dedicato a loro, tutto a loro misura: il mare, i giochi in spiaggia, i pasti, le giostre serali, le letture e i giochi pomeridiani.
Ancora una volta ho avuto la conferma che tutto ciò di cui hanno bisogno è attenzione e amore. Date ai vostri figli queste due cose e saranno i bambini più bravi del mondo. E più felici, ovviamente.
E' stata una vacanza in cui tutti, grandi e piccoli, hanno imparato qualcosa: chi a condividere, chi a essere più paziente, chi ad assaggiare cibi nuovi, chi a provare giochi diversi, chi ad ascoltare, chi ad osservare, chi a essere più autonomo, chi ad essere più amorevole, chi ad essere più deciso e chi più dolce.
E' stata un'occasione per tutti per conoscersi meglio e volersi ancora più bene. Ma soprattutto è stata una vacanza divertente per loro, i figli, ma anche per noi mamme.
Quindi, cara amica, se sei d'accordo, direi che è un'esperienza da ripetere; e magari possiamo anche osare di più e migrare verso lidi più limpidi.
mercoledì 25 giugno 2014
Beauty Routine
A: "Mamma, perché hai la faccia verde?"
Io: "E' una crema per rendere la pelle più bella."
A: "A me non sembra più bella però"
Io: "Sarà più bella dopo quando la toglierò"
A: "... Va be'... speriamo!"
.... Speriamo!
Io: "E' una crema per rendere la pelle più bella."
A: "A me non sembra più bella però"
Io: "Sarà più bella dopo quando la toglierò"
A: "... Va be'... speriamo!"
.... Speriamo!
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lunedì 16 giugno 2014
Una botta all'autostima
Mancano ancora due mesi e mezzo, ma ad A. è già venuta la frenesia da compleanno e vuole organizzare una festa, sui gonfiabili come la sua amica Alice, con il truccabimbi come la sua amica Alice, con gli spettacoli di magia come Peppa Pig...
A.: "Mamma, ma tu li sai fare gli spettacoli di magia?"
Io: "No"
A.: "La mamma di Alice è capace, sai?"
Io: "Davvero? Che brava! E la torta come la vorresti?"
A.: "Mamma, quest'anno voglio una torta come un castello e poi ci mettiamo sopra Rapunzel che butta giù la treccia dalla torre. Va bene?"
Io: "A. è un po' difficile, non penso di riuscire a fare una torta così."
A.: "Ma la mamma di Alice è capace."
Io: "Be' dai vedremo come fare..."
A.: "Mamma e poi possiamo costruire una casa sull'albero del giardino?"
Io: "Sarebbe molto bello, ma il giardino non è nostro e comunque io non sono capace di costruire case, né sugli alberi né altrove. Magari ne possiamo costruire una di cartone."
A. "Ma poi la possimo mettere sull'albero?"
Io: "No, non possiamo."
A.: "Ma la mamma di Alice..."
Io.: "Oh, ma come si chiama la mamma di Alice, Wonder Woman?"
A.: "No, Silvia."
....
A.: "Magari se ti chiamavi Silvia anche tu eri capace di fare tutte queste cose come la mamma di Alice..."
Dovrò prendermela con i miei genitori per avermi dato questo nome da inetta!
A.: "Mamma, ma tu li sai fare gli spettacoli di magia?"
Io: "No"
A.: "La mamma di Alice è capace, sai?"
Io: "Davvero? Che brava! E la torta come la vorresti?"
A.: "Mamma, quest'anno voglio una torta come un castello e poi ci mettiamo sopra Rapunzel che butta giù la treccia dalla torre. Va bene?"
Io: "A. è un po' difficile, non penso di riuscire a fare una torta così."
A.: "Ma la mamma di Alice è capace."
Io: "Be' dai vedremo come fare..."
A.: "Mamma e poi possiamo costruire una casa sull'albero del giardino?"
Io: "Sarebbe molto bello, ma il giardino non è nostro e comunque io non sono capace di costruire case, né sugli alberi né altrove. Magari ne possiamo costruire una di cartone."
A. "Ma poi la possimo mettere sull'albero?"
Io: "No, non possiamo."
A.: "Ma la mamma di Alice..."
Io.: "Oh, ma come si chiama la mamma di Alice, Wonder Woman?"
A.: "No, Silvia."
....
A.: "Magari se ti chiamavi Silvia anche tu eri capace di fare tutte queste cose come la mamma di Alice..."
Dovrò prendermela con i miei genitori per avermi dato questo nome da inetta!
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martedì 3 giugno 2014
Corsi di aggiornamento per genitori
Sentirmi rimproverare da mio figlio (6 anni e mezzo quasi sette, come direbbe lui) perché "mi hai detto che sai il francese, ma non è che sai proprio tutte le parole", mi ha fatto un certo effetto.
Quando poi, cercando di spiegargli che una lingua ha moltissime parole ed è impossibile saperle tutte (ad esempio "squalo tigre" in francese al momento mi sfuggiva) e che anche dell'italiano che è la mia lingua ci sono alcune parole che non conosco, mi sono sentita rispondere, con un filo di sospetto nella voce e nello sguardo: "Ma allora che cos'è che sai veramente?"
Be' a quel punto sono proprio entrata in crisi!
Quando poi, cercando di spiegargli che una lingua ha moltissime parole ed è impossibile saperle tutte (ad esempio "squalo tigre" in francese al momento mi sfuggiva) e che anche dell'italiano che è la mia lingua ci sono alcune parole che non conosco, mi sono sentita rispondere, con un filo di sospetto nella voce e nello sguardo: "Ma allora che cos'è che sai veramente?"
Be' a quel punto sono proprio entrata in crisi!
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mercoledì 21 maggio 2014
Adesso
W.: "Mamma, ho sete."
IO: "Sì, un attimo, adesso ti dò l'acqua."
La piccola A. deve essere cambiata, la grande A. cade (tanto per cambiare) e deve essere soccorsa.
W.: "Mamma, ho sete."
IO: "Sì, adesso."
Squilla il telefono... "no, grazie non mi interessa un abbonamento a Prenditi il tuo tempo... no, non ho tempo... perché?... perché se lo prendono tutto i miei figli!"
W: "Mamma, ho sete."
Suona il citofono: il corriere. "Non può portarmelo lei? Sa, sono qui da sola con tre bambini. No, va bene, ora scendo." Mi scapicollo al cancello e torno di corsa in casa, con la più piccola in braccio.
W.: "Mamma, ho sete."
IO: "Adesso.."
W: "Mamma, quand'è adesso?"
GULP!
IO: "Sì, un attimo, adesso ti dò l'acqua."
La piccola A. deve essere cambiata, la grande A. cade (tanto per cambiare) e deve essere soccorsa.
W.: "Mamma, ho sete."
IO: "Sì, adesso."
Squilla il telefono... "no, grazie non mi interessa un abbonamento a Prenditi il tuo tempo... no, non ho tempo... perché?... perché se lo prendono tutto i miei figli!"
W: "Mamma, ho sete."
Suona il citofono: il corriere. "Non può portarmelo lei? Sa, sono qui da sola con tre bambini. No, va bene, ora scendo." Mi scapicollo al cancello e torno di corsa in casa, con la più piccola in braccio.
W.: "Mamma, ho sete."
IO: "Adesso.."
W: "Mamma, quand'è adesso?"
GULP!
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